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Il ritratto scomparso

5,90

Dalla recensione di Caterina Falconi pubblicata in LIBROGUERRIERO:

Una serie di orrendi delitti è perpetrata nella zona francofona del Belgio. Bambine bionde rapite, violate e uccise a bastonate sono rinvenute abbandonate come fantocci nei boschi. I crimini vengono commessi, con una macabra ritualità, a distanza di cinque anni l’uno dall’altro. Un mortifero anniversario celebrato da un inafferrabile psicopatico.

Adrienne Lecrouet, pittrice sessantenne quotata e ritrattista contesa nell’alta borghesia lussemburghese, amata dall’aristocrazia, celebre in Francia, artista dotata di straordinaria sensibilità e segnata da un antico dolore, si trova suo malgrado risucchiata per la seconda volta nei luoghi degli omicidi…

L’avvincente narrazione diacronica con flashback del passato inerenti ai crimini e brevi incursioni nella mente dell’assassino, Patrizia Debicke  prende il lettore per mano e con il garbo dei suoi personaggi lo introduce in un mondo sontuoso che frastorna per la bellezza delle lussuose abitazioni e della natura circostante, con i suoi boschi profondi, le radure, le nicchie riparate da un intrico di vegetali, i suggestivi castelli sullo sfondo. In quello scampolo di terra, incastonato nel Belgio francofono sotto un cielo intensamente azzurro che riaffiora terso dopo ogni temporale, il male si risveglia e spia le gentili famiglie insediate. Sorveglia con animalesca cupidigia la piccola Marianita, figliastra di Charles de Massenet, tanto simile alle bambine stuprate e finite a bastonate, si rintana dentro inaccessibili nascondigli.

Il ritratto scomparso (edizione cartacea)

15,00

Dalla recensione di Caterina Falconi pubblicata in LIBROGUERRIERO:

Una serie di orrendi delitti è perpetrata nella zona francofona del Belgio. Bambine bionde rapite, violate e uccise a bastonate sono rinvenute abbandonate come fantocci nei boschi. I crimini vengono commessi, con una macabra ritualità, a distanza di cinque anni l’uno dall’altro. Un mortifero anniversario celebrato da un inafferrabile psicopatico.

Adrienne Lecrouet, pittrice sessantenne quotata e ritrattista contesa nell’alta borghesia lussemburghese, amata dall’aristocrazia, celebre in Francia, artista dotata di straordinaria sensibilità e segnata da un antico dolore, si trova suo malgrado risucchiata per la seconda volta nei luoghi degli omicidi…

L’avvincente narrazione diacronica con flashback del passato inerenti ai crimini e brevi incursioni nella mente dell’assassino, Patrizia Debicke  prende il lettore per mano e con il garbo dei suoi personaggi lo introduce in un mondo sontuoso che frastorna per la bellezza delle lussuose abitazioni e della natura circostante, con i suoi boschi profondi, le radure, le nicchie riparate da un intrico di vegetali, i suggestivi castelli sullo sfondo. In quello scampolo di terra, incastonato nel Belgio francofono sotto un cielo intensamente azzurro che riaffiora terso dopo ogni temporale, il male si risveglia e spia le gentili famiglie insediate. Sorveglia con animalesca cupidigia la piccola Marianita, figliastra di Charles de Massenet, tanto simile alle bambine stuprate e finite a bastonate, si rintana dentro inaccessibili nascondigli.