Stirpi

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Descrizione

In un avamposto sperduto è nata la Nuova Madre, il futuro dell’esercito Antu. Vari plotoni cisterna, risalendo i campi di battaglia, portano l’unico cibo in grado d’alimentare la neonata e iniziarla alla produzione della nuova genia. Inesorabilmente, però, tutti i plotoni sono eliminati dai sanguinari intercettori Surgikturian, eccetto quello affidato all’inflessibile capo pattuglia Ugmu…

Il libro intraprogettuale di Alberto Lavoradori.

Dall’introduzione del volume:

I “mondi” creati da Alberto Lavoradori, che siano essi fumetti, romanzi, illustrazioni, o – come in questo caso – libri intraprogettuali (definizione di finissima precisione chirurgica coniata dallo stesso autore ), non hanno precedenti, bensì – e spero mi perdonerete l’involontario gioco di parole – illustri predecessori. Non molti per la verità, almeno non quanti sarebbe lecito credere o pensare. Ma andiamo con ordine, e – tralasciando qualunque forma di cronologia – spariamo subito la prima riflessione/provocazione: in Italia la fantascienza è una lingua morta.
La sf tricolore è sempre stata fragile, cagionevole di salute… Prima o poi doveva pur schiattare… Era inevitabile! Certo ci sono stati momenti che lasciavano intravedere luminosi spiragli di speranza, merito dei grandi scrittori italiani che dagli anni ’60 agli ’80 animarono riviste e collane oggi ritenute seminali e ampiamente storicizzate, come: Oltre il cielo, Verso le stelle, Cosmo, Galassia, Star, Saturno, Sfere, Robot… e pochissime altre, per lo più effimere e di breve durata, che hanno segnato un’era, l’unica, della “nostra” fantascienza letteraria. Ma Alberto Lavoradori si può dire che provenga da lì solo da un mero punto di vista geografico, come anche – pur ammirandoli – sia sempre rimasto impermeabile alle influenze di artisti del fumetto italiano, quali il giustamente pluripremiato Roberto Bonadimani, e dai talenti delle varie incarnazioni della rivista Cyborg, delle quali Onofrio Catacchio resta non solo il più convincente interprete ma l’unico genuino traslatore del manifesto/pensiero cyberpunk di William Gibson & Bruce Sterling, dalle cui fonti si sarà sicuramente dissetato anche il nostro Alberto Lavoradori nella sua continua ricerca artistica e letteraria; tanto formale quanto, oserei dire, filosofica.
Una ricerca che comprende una vastità di interessi che vanno oltre il genere, investendo musica, pittura, architettura, incisione, scenografia, cinema… Cinema, bestia nera della fantascienza, che ad ogni “nuova” uscita fa compiere al genere un balzo indietro nel tempo, ridefinendo in negativo il collettivo immaginario globale (vedi le interminabile saghe di Star Trek e Star Wars fino al recente Avatar: autentiche centrifughe tematiche ed estetiche della golden age letteraria che va dagli anni ’30 agli anni ’50), lo stesso dicasi del fumetto popolare seriale al di qua e al di là dell’oceano: megafoni dall’enorme potenza di fuoco, incapaci però di creare fattivamente alcunchè.
Semmai, il lavoro di Alberto Lavoradori è accostabile – quanto dissimile – a quello degli architetti “fantastici” Piranesi e Sant’Elia, quanto più a quello dei probabili e inconsapevoli progenitori del “libro intraprogettuale”; ovvero i visionari: Giger, Wayne Barlowe, De Bei, Philippe Druillet, Clive Barker, David Lynch. Ma forse, anzi quasi certamente, la vita che metallicamente sciama e brulica nell’arte di Alberto Lavoradori appartiene solo a lui. Come detto in apertura: i suoi mondi non hanno precedenti, solo predecessori. Creatori di universi della cui “vita della mente” possiamo goderne tutti, in estatica ammirazione.

Massimo Perissinotto

Formato: PDF

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Informazioni aggiuntive

ISBN

978-88-98140-00-8

Anno

Lingua

Italiano

Autore

Alberto Lavoradori

Editore

ADM Editore

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