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dbooks.it è particolarmente felice e orgogliosa di presentare ai propri lettori DARK SUMMER, un romanzo firmato da Rubrus, un raffinato autore che molti cultori dell’horror più classico e raffinato hanno già avuto modo di apprezzare nella raccolta Oltre la porta.Per il suo esordio sulla lunga distanza, Rubrus omaggia le atmosfere e le suggestioni di maestri del calibro di Matheson e King per creare una storia che saprà spaventare ed emozionare.

Dalla prefazione di Stefano Di Marino:

“…io credo che King abbia portato questa essenziale novità nel filone: inserire il mostro, il terrore nel vissuto della gente normale, con sentimenti normali. Quei sentimenti che possiamo provare anche noi ,in Italia, perché sono universali. I rapporti tra genitori e figli, tra amanti divisi, le paure e le ossessioni di chi è solo o chi sente la Signora con la Falce avvicinarsi ogni giorno di più.

Così riemergono ombre dai ricordi di quando eravamo bambini.

Qui arriva Dark Summer, un’opera di un autore che, per discrezione, si vuol far chiamare Rubrus ma è italianissimo,  e ci presenta la sua versione dell’Horror, senza seguire attuali mode televisive o cinematografiche. Lo fa con una scrittura e una struttura narrativa che certamente rivelano l’amore per il bardo del Maine, ma sanno portare in Italia la sua lezione, adattandola al nostro vissuto.

Perché la paura dei mostri è universale.

Non un sintomo di disturbi mentali o sciocchezze giovanili, ma una fase di un percorso iniziatico che cominciamo da bambini e che, troppo spesso, ci scordiamo con l’età adulta, quando tutto diventa arido, pragmatico, sino alla Fine, che arriva sempre troppo presto e ci porta via tutto, anche le emozioni che troppo tardi rimpiangiamo di non aver vissuto.

Questo, oltre la trama sicuramente di suspense evocata dal luciferino Strangman e dal suo parco degli orrori (non a caso chiamato Dark Summer, estate buia, quasi una contraddizione eppure così reale), è il senso di questo bel romanzo.

La dimostrazione che sì, anche da noi si può scrivere un romanzo dell’orrore e lo si può fare in maniera adulta, senza cadere nell’effetto speciale o nel dileggio di un filone amato.”



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